BERLINO DEL MURO - Performances
Kinga ARAYA, Alexander Hamilton AURIEMA
a cura WUNDERKAMMERN
saggi critici di Alan JONES e Roberta PERFETTI
Con il patrocinio di:
Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, Municipio Roma 6, Istituto Polacco di Roma, Goethe Institut




Info
Opening: saturday 21 November 2009 – 11am
Address: piazza san lorenzo in lucina, Roma
Only on 21st November! Additional info at: 349 8112973.
Alexander Hamilton AURIEMA
Performance di Alexander Hamilton Auriema
Se lucidi una pietra diviene rubino
“Propongo di ricostruire il muro in Piazza San Lorenzo di Lucia, in celebrazionie del ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Con l’aiuto di alcuni immigrati dall’Africa Centrale e l’Asia Occidentale , vorrei che il muro esistesse come testamento alle tensioni, tutt’ora permanendo le questioni dell’immigrazione, i confini nazionali, e le differenze locali che furono sopraffatti dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989, vent’anni fa. L’opera sarà pubblica e partecipatoria, coinvolgendo i cittadini quanto gli immigrati di Roma. La performance verrà conclusa con la sua distruzione.
Ho cominciato a lavorare con il cartone a Roma tre anni fa e fu proprio questo materiale a portarmi sulla strada. L’aspetto più interessante di questo oggetto emerge, a mio parere, quando il suo ciclo di vita finisce, quando il cartone muore, per poi risorgere nel momento in cui le comunità al margine della società se ne appropriano per trasformarlo ed utilizzarlo come “modulo urbano”. I senza tetto, sia individualmente che in gruppo, utilizzano questo materiale per costruire rifugi mentre i venditori ambulanti (soprattutto gli immigrati) lo usano per realizzare tavoli e bancarelle improvvisate. Il cartone si rivelò in breve tempo il catalizzatore adatto ad instaurare il mio dialogo con le comunità più emarginate. Incominciai così a progettare la costruzione di un enorme muro costituito interamente da cartoni disposti in orizzontale ed incollati tra loro, una sorta di riappropriazione dei rifiuti. Durante il corso di tre mesi chiesi alle comunità di emigrati e senzatetto di aiutarmi in questa impresa tagliando e assemblando insieme a me i pezzi. L’atto di costruire letteralmente dei muri mentre stavo abbattendo delle barriere sociali nonché personali era un’evidente contraddizione; la classica funzione del muro, quella di dividere, veniva negata dalle circostanze della sua costruzione. Alla fine il muro si rivelò monumento testimone di questa tensione. Si abbattono le barriere e nello stesso tempo si erigono dei monumenti ad esse. The wall è stata istallata per la prima volta in una mostra collettiva nella primavera del 2006, Galleria Palazzo Cenci”.
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Performance by Alexander Hamilton Auriema
Because if you polish a stone you make a ruby
“I propose to reconstruct this wall in Piazza San Lorenzo di Lucina for the 20th anniversary of the fall of the Berlin Wall. With the help of immigrant groups from Central Africa and West Asia I hope that the wall will stand as a testament to the still high tensions surrounding migration, borders, and local differences which were overcome in the fall of the Berlin wall in 1989, 20 years prior. The artwork will be public participatory, involving both immigrants and people from Rome. The performance will conclude with its destruction.
I began working with cardboard three years ago in the city of Rome, and the material took me to the streets, I became fascinated by cardboard’s afterlife and its resurgence in the fringe communities that harnessed it as an urban building block. Homeless individuals and groups used the material for shelter and street vendors (primarily immigrants) used it for constructing makeshift tables or booths. Cardboard became a catalyst for my dialogue with marginalized communities. I set out to build a vast wall constructed entirely of horizontally stacked cardboard, which was reappropriated trash. Over the course of three months I engaged migrant and homeless communities to help in the construction of this wall by asking them to help me cut and assemble its pieces. The process of building psychical wall while knocking down social and personal barriers was contradictory; the classical, divisive functions of a wall were negated in the social circumstances of its construction. In the end the wall became a material monument or model confirming that tension: breaking down barriers while building monuments to them. The wall was first installed in a group show, Galleria Palazzo Cenci, Rome IT. Spring 2006”.
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